L’immensità d’energia radiante evolutasi per miliardi di anni si contraeva, quasi pulsando, intorno a milioni di vortici locali, lanciando fasci fotonici tangenziali che attraversavano lo spazio curvo, sempre più piccolo, aggrovigliando le stoffe d’energia che si avvoltolavano in piani sempre più inestricabili, elevando la velocità d’elaborazione. Ognuno supportava miliardi di terabit d’informazioni digitalizzate: il passato, il presente e la speranza per quel poco di futuro che ancora restava.
Ci vollero ancora un più di duecento anni perchè tutto si contraesse, divenendo più piccolo e nello stesso tempo diffuso, luminoso, come una nebbia d’immensa infinita conoscenza, mentre la luce abbandonava la sua natura per divenire puro sapere, la conoscenza del tutto, organo digitale a velocità di elaborazione infinita.
Infine implose e scomparve. In un ultimo supremo istante, il Tutto divenne Uno: Pace e Presente.
Ora Tutto Era Conosciuto.
Ma l’Uno ha senso se è anche Tutto.
E allora l’Uno decise di essere di nuovo Tutto, ed esplose in tutte le dimensioni. Inflazionandosi esponenzialmente creò lo spazio e il tempo. L’Energia dell’Amore dell’Uno si raffreddò a concepire la materia, abbracciandola e costringendola in un minuscolo spazio tempo curvo. L’Energia liberata della materia esplose in Luce Radiante.
E la luce fu, di nuovo.
Il Grande Uno si diffuse da OgniDove, raffreddandosi e allargandosi, producendo lo spazio-tempo, trasformandosi in radiazione, calore e materia. Dell’energia unificante dell’amore rimase la stoffa dimensionale invisibile e permeante il Nuovo intero Universo in espansione non locale. La Condizione Visibile e quella Invisibile erano statuite per i successivi miliardi di anni, e la conoscenza come la Vita ripartiva da zero.
Il Tutto era così pronto per Divenire ancora, per molto, moltissimo tempo.
Quattordici miliardi di anni dopo, su un pianeta periferico della Galassia, la Vita si era evoluta fino a produrre una specie senziente di grandi dimensioni, che stava per dominare l’intero globo del pianeta. La sua principale fonte d’energia un piccolo sole bianco brillante. Erano magnifici esseri giganteschi, perfettamente attrezzati per la difesa e l’attacco. Nel mare enormi e ferocissimi sauri dominavano le acque. Già compivano i primi tentativi di comunicazione, persino qualcuno cominciava ad avere coscienza di sè che d’improvviso, dal cielo, un pezzo di ghiaccio insignificante colpì il pianeta con potenza, senza peraltro ferirlo gravemente. Ma quel piccolo urto rivelò tutte le debolezze della specie dominante. Impreparati e ignoranti, videro con costernazione il cielo coprirsi di nuvole oscurando la loro principale fonte di vita, il Sole. Nel giro di quattrocento anni nessuno di loro sopravvisse.
Gli ultimi furono uccisi da una specie nuova, già sorta dalle pieghe della casualità genica arrostita dalla necessità evolutiva. Questi esseri capaci di produrre il calore necessario alla vita si moltiplicano estroflettendo i cuccioli dal corpo e per questo li curano, amandoli oltre la propria vita. Il sacrificio e l’amorevole attaccamento ne fanno una specie mirabile per la diffusione del patrimonio genetico, alla conquista dell’intero pianeta.